Memoriae Cartoni Raphaelis. Sidival Fila alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana
Il 25 marzo 2026, la Veneranda Biblioteca Ambrosiana ha presentato Memoriae Cartoni Raphaelis, installazione permanente di Sidival Fila concepita in dialogo con il Cartone per la Scuola di Atene di Raffaello.
L’opera nasce dalla storia stessa del capolavoro raffaellesco e, in particolare, da un materiale rimasto per lungo tempo invisibile: l’antico lino che ne ha sostenuto e protetto la superficie fin dal periodo francese. Rimosso durante il restauro concluso nel 2019, il tessuto conserva le tracce concrete del tempo e del viaggio del Cartone: macchie, muffe, segni di umidità, pieghe e alterazioni della materia.
È proprio a partire da queste tracce che Sidival Fila sviluppa il proprio intervento. Il lino non viene restaurato né trasformato in qualcosa di altro, ma ascoltato nella sua specificità. I segni già presenti sulla superficie diventano il punto di partenza di una nuova composizione, nella quale il materiale può finalmente manifestare la propria storia.
L’installazione è composta da cinque pannelli, per una dimensione complessiva di 300 × 609,8 cm, disposti frontalmente rispetto al Cartone. Tagli, cuciture, tensioni e pieghe seguono e sottolineano le tracce del tessuto, costruendo una presenza autonoma ma profondamente legata all’opera di Raffaello.
Nel dialogo tra le due opere si crea così una relazione tra presenza e assenza: da una parte la linea, la figura e la rappresentazione del Cartone; dall’altra il vuoto, la traccia e la memoria del lino. Ciò che per secoli è rimasto sul retro dell’opera diventa ora visibile, portando con sé una storia propria.
Come afferma Sidival Fila: «In questo lino, segnato dal tempo e dal viaggio, ho riconosciuto una memoria viva: non un frammento da conservare, ma una presenza che continua a parlare».
Memoriae Cartoni Raphaelis entra così a far parte della collezione permanente della Veneranda Biblioteca Ambrosiana, nel luogo stesso in cui il Cartone di Raffaello è custodito.
La Sala del Cartone diventa uno spazio di confronto silenzioso tra passato e presente, conservazione e creazione, nel quale la materia non è più soltanto testimonianza della storia, ma diventa essa stessa racconto.




Commenti